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Scotty Laughland e il nuovo gruppo XTR nella Columbia Britannica

Dopo un giro vorticoso tra i migliori percorsi attorno a Whitehorse, abbiamo fatto le valigie, salutato tutti, promesso che saremmo tornati e ci siamo diretti all'aeroporto. Dopo due ore e mezza di volo siamo atterrati a Vancouver, alla volta della mecca della mountain bike: Whistler. Nei quattro giorni successivi, Mountain Bike Worldwide ci avrebbe mostrato alcuni dei suoi percorsi preferiti a Whistler e dintorni.

Al risveglio, dopo qualche tazza di caffè, abbiamo assemblato le biciclette e siamo partiti per Lost Lake. A bassa velocità questi percorsi non ti mettono particolarmente alla prova, ma quando tiri è tutta un'altra storia. Gli alberi sono fitti e diventano dei veri e propri ostacoli; devi avere la completa padronanza della bici. Entra in gioco l'abilità nel cambiare marcia e nel frenare al momento giusto: davvero il modo perfetto per testare il funzionamento e l'affidabilità del nuovo XTR.

Poiché il jet lag si faceva sentire, ci siamo presi il pomeriggio libero dalle riprese e siamo andati a fare qualche giro al bike park. Prendere la seggiovia fino in cima è stata una variante gradita dopo la pedalata mattutina. Ci siamo diretti verso i nuovi percorsi di Creekside e la parte superiore, chiamata Delayed Fuse e segnalata come una pista nera, si è dimostrata davvero all'altezza delle aspettative! Rinfrancati e completamente infangati, quelli del nostro gruppo hanno raggiunto il fondo gasatissimi, battendo il cinque a chiunque capitasse a tiro. Avremmo voluto pedalare tutta la notte, le curve fresche di scavo erano semplicemente incredibili e ce ne siamo innamorati. Ho concluso la giornata con un giro solitario della A-Line.

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Whistler è famosa soprattutto per il bike park, ma grazie all'associazione WORCA e alla notorietà che l'EWS ha contribuito a portare a questa località, intorno al parco sorge un'enorme rete di piste accessibili solo a pedali. Siamo partiti dal villaggio e abbiamo iniziato a scalare la montagna e al tempo stesso le marce: a un certo punto mi sono ritrovato a mettere una 51D, allentando la pressione sulle gambe e riuscendo a pedalare fino in cima al percorso. Howler era il nostro percorso prescelto, con un dislivello di 500 metri in soli 2,2 km. Racchiude tutto ciò per cui è famosa Whistler: lunghi lastroni di roccia, parti molto tecniche e altre più fluide. Il meteo era cambiato, come sempre accade in Columbia Britannica: grandi nuvoloni si erano assiepati incombenti sulle chiome degli alberi, creando un paesaggio davvero scenografico, decisamente in contrasto con il solito cielo blu sulla vallata.

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Nuovo giorno, nuova destinazione. Whistler sarebbe rimasta la nostra base, ma avevamo l'intenzione di spostarci a Pemberton, 35 minuti più a nord. È una zona relativamente sconosciuta e ricca di percorsi, ma avremmo avuto a disposizione solo il pomeriggio per scoprire i migliori. Il percorso Rudy's era il primo della lista; partendo dalla cresta della montagna ci siamo inoltrati nella boscaglia. Il percorso si snodava fra tunnel di rami per poi aprirsi in tratti più ampi, con curve polverose. Dopo una breve salita lungo una pista della forestale ci siamo trovati sui percorsi Nimby, Back Pains e Max Pains. Ci siamo concessi una breve pausa per riprendere fiato prima di lanciarci lungo il percorso Hawaii. È successo tutto così in fretta che, alla ricerca disperata di qualcosa da bere e da mangiare, abbiamo fatto tappa al Mile One. È un ristorante da non perdere a Pemberton, gestito da un appassionato di mountain bike del posto. Ho divorato un enorme hamburger e brindato insieme al gruppo a un'altra giornata di FOLLI pedalate, l'ultima in questo luogo fantastico!

Fatte armi e bagagli abbiamo salutato Whistler e, dopo una sosta al Southside Diner per una vera colazione canadese con pancake, bacon e sciroppo d'acero, ci siamo diretti a Squamish, la nostra ultima tappa. Con una veloce pedalata in salita, le gambe si sono risvegliate, la colazione è stata smaltita e ci siamo ritrovati in cima a Half Nelson: un modo perfetto per iniziare la giornata, godendoci il percorso fluido fra terrapieni e curve paraboliche. Di ottimo umore, abbiamo raggiunto l'altro versante della montagna per il percorso Somewhere Over There: aveva tutto ciò che ti puoi aspettare da Squamish, come lastroni di roccia, alberi fitti, sterrati, salti, boscaglia e naturalmente tanta fluidità! Questo folle percorso è stato un ottimo modo per concludere il nostro viaggio in bellezza.

Non ci rimaneva che preparare le valigie e impacchettare le biciclette e tutta l'attrezzatura prima di dirigerci all'aeroporto. Che settimana pazzesca: ho avuto l'opportunità di lanciarmi lungo alcuni dei migliori percorsi che esistano, di condividere esperienze incredibili e di stringere nuove amicizie. Per me è questa l'essenza della mountain bike. Non vedo l'ora di ripetere questa esperienza da capo!

Per concludere, volete sapere come si è comportato il nuovo gruppo XTR? Riassumendo in poche parole: è leggerissimo, affidabile e facile da usare. I freni hanno sempre risposto alla perfezione e, pure utilizzando la versione a due pistoncini, ho sempre potuto contare su una grande potenza, senza sbavature e con un'ottima modulazione. Ho apprezzato la possibilità di avere a disposizione un numero maggiore di marce: ne hanno beneficiato le mie gambe in particolare sulle salite più ripide; anche il cambio è stato impeccabile, senza mai perdere un colpo. Il componente che in assoluto mi ha colpito di più sono stati i mozzi. La tecnologia Scylence è davvero incredibile: sentire le gomme che scavano nella terra e le sospensioni che gestiscono i dossi è musica per le mie orecchie!

Un ringraziamento particolare va a Shimano per l'opportunità di provare il nuovo XTR, a SCOTT Bikes e al Mountain Bike Worldwide per averci mostrato i percorsi migliori! Tornerò molto presto!

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