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L'arte di vincere

Dietro le quinte in compagnia di Chris Froome e del suo team per il TDF sulla strada della vittoria. Per vincere il Tour de France il talento individuale non basta. Ci vuole una squadra straordinaria. E un piccolo esercito al seguito.

Il Team Sky ha fatto sembrare tutto una passeggiata dominando il Tour de France dall'inizio alla fine. Questa è stata la terza vittoria di Chris Froome e la quarta del Team Sky che, nel 2012, aveva visto Sir Bradley Wiggins sul gradino più alto del podio seguito a ruota da Froome. Un'eredità, questa, non certo frutto del caso. Il Team Sky ha perfezionato l'arte di vincere grazie a uno stupefacente mix di intelligenza, talento e impegno. Il segreto? Il lavoro di squadra dei corridori, un buono staff di supporto e un partner come Shimano.

« Il team è stato fantastico. Tutti si sono accorti subito che il nostro probabilmente era il team più forte mai visto prima a un grande giro. »

Al Tour de France di quest'anno, Chris Froome e il Team Sky hanno portato l'arte di vincere a vette ancora più alte. Nota già per la sua teoria dell'aggregazione dei guadagni marginali – la volontà di apportare migliorie dell'1% a ogni dettaglio per raggiungere prestazioni ottimali – la squadra ha applicato questa strategia durante tutto il Tour de France, non solo nelle tappe di montagna.

«Il team è stato fantastico. Tutti si sono accorti subito che il nostro probabilmente era il team più forte mai visto prima a un grande giro. Del resto sono stato aiutato da ragazzi di grande calibro. Molti di loro potrebbero vincere tappe della gara», spiega Froome.

Team Sky: un “team” di nome e di fatto

Ma a contribuire alla vittoria non sono stati solo i corridori su strada. Al loro seguito c'era anche uno staff di 40 persone: meccanici, nutrizionisti, assistenti, dottori, massaggiatori, psicologi, direttori sportivi, autisti… e tanti altri. Tutti loro esausti alla fine del Tour a causa della mole di lavoro e della mancanza di sonno. Sono stati i loro sacrifici quotidiani che hanno permesso a Froome e compagni di fornire la performance a cui abbiamo assistito.

«È uno sforzo collettivo. Questo è tutt'altro che uno sport individuale»

«Ovviamente non possiamo che ringraziare tantissimo lo staff attorno a noi che ci sostiene tutto l'anno. Non bisogna dimenticare che anche loro vedono poco le loro famiglie, se non addirittura ancora meno di noi. Durante i ritiri e le gare fanno di tutto per noi per permetterci di concentrarci sulla corsa. È uno sforzo collettivo. Questo è tutt'altro che uno sport individuale», aggiunge Froome.

Il team dietro al Team

Ma l'elenco non finisce qui: a sostegno della squadra su strada ci sono anche gli altri manager, i responsabili operativi e gli addetti alla logistica del quartier generale del National Cycling Centre di Manchester, in Inghilterra, e del centro logistico di Deinze, in Belgio. 

Oltre al Team Sky stesso, esiste poi un altro livello di supporto – forse meno visibile – ed è qui che si colloca Shimano. Non ci limitiamo a sponsorizzare il Team Sky fornendo i nostri componenti: siamo parte integrante del team di supporto.

Prepararsi alla vittoria

Il Tour de France non si vince a luglio. È frutto di preparativi che cominciano molto prima. Shimano ha assistito ai ritiri del Team Sky di dicembre e gennaio e, in seguito, a ogni corsa del World Tour a cui ha partecipato la squadra per verificare che andasse tutto bene.

«Durante le nostre visite parliamo con il direttore tecnico (Carsten Jeppesen) e i meccanici per controllare che sia tutto sotto controllo. Verifichiamo che non ci siano problemi, diamo consigli su come utilizzare al meglio i nostri prodotti, predisponiamo le biciclette e inviamo i 'pezzi di ricambio' necessari per fornire prestazioni di gara ottimali», spiega Rudy Bouwmeester, responsabile del marketing sportivo di Shimano.

Parlando delle innovazioni introdotte quest'anno, Rudy non può che citare l'uso esclusivo della nostra nuova ruota DURA-ACE C40: un componente che combina materiali leggeri a un design aerodinamico permettendo di risparmiare watt preziosi in salita e in accelerazione. Una ruota che Froome ha scelto di utilizzare nelle prove a cronometro e in diverse tappe di montagna importanti.

«A Parigi è un uomo solo a tagliare il traguardo del vincitore. Ma ci vuole un intero esercito per portarlo lì. Noi siamo orgogliosi di farne parte.»

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